LUIGI PIAZZA, Identità e turismo. Città di costa lineari italiane, collana «Progetto e Architettura», Ila Palma, Palermo 2008.

 Trasmutazioni dell’identità territoriale e architettura 

Il libro tratta il difficile rapporto tra il fenomeno del turismo di massa ed il mutare dell’Identità locale dei luoghi che esso attraversa, con una particolare attenzione ai sistemi urbani lineari costieri italiani inseriti in un contesto più ampio del fenomeno di antropizzazione delle coste del bacino del Mediterraneo. 

Con una metodologia comparativa e con il ricorso al confronto continuo di dati omogenei, si è analizzato il complesso dei fenomeni di interazione tra insediamenti turistici e territorio ed identità locale, sviluppando in maniera più approfondita l’analisi, come caso studio, di una realtà urbana, quale quella di Cefalù, che ha subito profonde modificazioni urbanistiche, territoriali e sociali, nel suo contatto con i flussi turistici internazionali. 

La tesi, che rimane in subordine e che aleggia in secondo piano, è che il depauperamento dell’aspetto paesaggistico e le modificazioni del territorio della fascia costiera non sono connessi direttamente con l’insediamento urbano, purché questo sia preordinato in un piano che, tenendo conto degli aspetti ambientali, geo-morfologici del luogo, sia teso a realizzare un rapporto simbiotico tra natura e artificio. 

Il ruolo del progetto di architettura in un contesto di fenomeni e di scale così ampio è questione non secondaria, che rimane sullo sfondo e che si è cercato di sviluppare attraverso l’esame di alcuni progetti di intervento sul costruito, finalizzati a ridare una qualità al territorio degradato, e di nuove installazioni turistiche a ridosso della fascia costiera in un dialogo con l’elemento territoriale e paesaggistico pre-estitente teso a rafforzare le caratteristiche identitarie del luogo. 

La conclusione cui il testo perviene, che è anche la tesi che si voleva dimostrare, è che l’Architettura, quando non scade e si dequalifica in mera edilizia, non è mai antitetica alla qualità del paesaggio, anzi è lo strumento attraverso cui evidenziarne le peculiarità. 

Lisa Fontana

Da “Spiragli”, anno XX n.1, 2008, pagg. 56-57.